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giovedì 9 luglio 2020

Franca da 100 anni. La Valeri festeggia una vita in scena: «Ero predestinata. Ma oggi, che noia!»

Venerdì 31 luglio «la Franca» (per Milano, sua città natale) oppure Franca, senza l’articolo (per Roma, sua città adottiva) ne compie 100. Clamorosamente tondi, con quei due zero dopo l’uno che a una signora non glielo si dovrebbe far notare ma tant’è, lei se ne è sempre bellamente fregata. 
All’anagrafe Norsa, nel cuore della gente Valeri: Franca Valeri. Un secolo fra teatro, cinema e televisione e altre passioni tenaci: la scrittura (una delle rare commediografe italiane della sua generazione), le letture (Paul Valery le ispirò quel nome d’arte), gli amori trovati e perduti, la lirica. Nella quiete di prima campagna della sua casa romana è circondata da ricordi e affetti, la famiglia, la sua assistente, il cane Roro (al secolo Aroldo, come l’opera di Verdi) e la gatta Cocò. 


La Signorina Snob direbbe: i compleanni, tutti uguali come i Natale e i Capodanno, bisognerebbe saltarne qualcuno. Questo però è speciale…
«È una maniera carina per estorcermi se festeggerò, vero? Ebbene sì. In casa, ovviamente. Tra pochissimi. I miei cari e qualche amico. Lella Costa che giusto la settimana prima, il 25, al teatro greco di Siracusa, interpreterà la mia Vedova Socrate mi festeggerà nella mia città, a Milano, al Piccolo, con un assaggio di quella commedia». 
Nel saldo di una vita così lunga e piena, c’è qualche rimpianto?
«No. Ho sempre cercato di fare quello che volevo. Per riuscirci però ho lavorato tanto, tantissimo».
E nostalgie?
«Nostalgie, beh, certo, a questa età… Sa qual è la più grande? Recitare. Mi piacerebbe ancora. Il palcoscenico è la mancanza più forte». 
Teatro primo amore, il più grande. 
«Amato sopra ogni altra cosa. Sentire il pubblico è la sensazione più bella, presagire la risata qualche secondo prima che arrivi è un piacere che non ha prezzo».
Anche al cinema però ha lasciato il segno. Non era facile con registi come Fellini, Monicelli, Steno, Zampa, Risi.
«Ho spesso cercato di metterci del mio, scrivendo o collaborando alla sceneggiatura dei film in cui ho recitato. Non è un caso se quelli che amo di più sono Il segno di Venere di Risi di cui, nel ’55, ho scritto il soggetto e Parigi o cara, il copione lo buttai giù con Vittorio Caprioli che lo diresse e che all’epoca, nel ’62, era anche mio marito». 
La televisione degli anni ’60 è stata il suggello della sua popolarità. Gliene è grata?
«Gratissima. Chi avrebbe conosciuto la Cecioni se non fosse comparsa nelle case di venti milioni di italiani il sabato sera? La tv non mi ha mai entusiasmato come mezzo ma quella tv l’ho fatta volentieri. Quando rimandano spezzoni di Studio Uno o di altri varietà di quegli anni, ne vado fiera. Sì, erano davvero belli, era una gran bella tv».
Il melodramma, altra passione: attraverso le sue regie spesso ne ha scardinato le convenzioni.
«Ho voluto curiosare dentro quel mondo per amore, un amore sconfinato che ho nutrito per l’opera fin da bambina, da quando i miei genitori mi portavano alla Scala».
Le donne le scrivono da decenni un “grazie” a caratteri cubitali. Cosa avrà mai fatto per loro? 
«Più che altro ho fatto molto per me stessa, il fatto che io sia anche una donna è secondario. Essere donne è un’opportunità, un sentimento, non una rivendicazione né una militanza. Il termine femminismo non mi è mai piaciuto». 
Lei però ha sdoganato in Italia il pregiudizio sessista sulla comicità. Per le donne è davvero più difficile far ridere?
«Ho sempre declinato comico al maschile. Non è questione di genere ma di talento. E di sintesi, di tempi, i famosi tempi comici: la più grande delle virtù. Maschio o femmina che tu sia». 
Di Signorine Snob, di Cesire e di Cecioni è ancora pieno il mondo?
«Sì, e sempre lo sarà. Magari avranno subìto delle mutazioni ma quelli restano degli archetipi, delle maschere. Le ho inquadrate bene…». 
Dall’alto dei suoi anni, che ne pensa di come viviamo?
«Noioso, non mi piace. Abbiamo abusato dei mezzi di comunicazione dimenticando che il primo mezzo di comunicazione siamo noi, persone». 
Se non avesse fatto l’attrice?
«Mai vagliato altre ipotesi, mi sono sempre sentita predestinata, non avrei potuto fare nulla di diverso».
Il secolo che ha attraversato: cancelliamo un capitolo e salviamone un altro.
«Cancello la seconda guerra mondiale. Salvo il più bello: il dopoguerra». 
Davvero non le manca nulla, oltre il palcoscenico?
«Ma sì, gli amici, quelli che non ci sono più, tanti. Uff, ormai sono una lista».

sabato 14 marzo 2020

Coronavirus, Giuliana De Sio contagiata: «Allo Spallanzani con polmonite, la prova più dura della mia vita»

Giuliana De Sio ha contratto il Coronavirus. È lei stessa ad annunciarlo sul profilo Facebook per giustificare la sua assenza dai social. L'attrice napoletana ha vissuto in isolamento ed è stata ricoverata allo Spallanzani di Roma per due settimane. La definisce come la prova più brutta della sua vita perché ai problemi fisici si è aggiunto anche il senso di abbandono e una profonda solitudine, ma è riuscita a sconfiggere la malattia. Oggi è al terzo tampone negativo.


Il virus, contratto durante la tournèe teatrale di metà febbraio al Nord, si è manifestato nella maniera più virulenta provocandole anche polmonite e mancanza di respiro. «Questa felicità non c'è più - scrive nel post a corredo di una foto che la ritrae in riva al mare e sorridente - Sono stata in silenzio anche perché non avevo voce ne parole per la mia narrazione dell'orrore. Nemmeno adesso ce l'ho, spero che in un secondo tempo troverò le parole e l'energia per descrivere l'invivibile e l'impensabile che mi torturano da settimane… sono in isolamento allo Spallanzani da due settimane per aver contratto il virus con annessa polmonite in tournèe a meta febbraio».

Ora che sta meglio può lanciare un messaggio e raccontare cosa c'è dietro tutto questo: «La solitudine feroce di questa situazione e il dolore fisico e mentale che ne derivano sono la prova più dura a cui io sia stata sottoposta in tutta la mia vita». La malattia l'ha debilitata, ma sente la necessità di condividere per ricevere affetto e vicinanza emotiva: «Sentivo per ora, con le poche energie che mi sono rimaste di comunicarvi questo, anche un po' per spiegare la mia improvvisa scomparsa dal profilo e dalla pagina, ora spero che il mio telefono non si scatenerà più di quanto non abbia fatto in queste lunghe lunghissime giornate fatte di paura mancanza di respiro e solitudine siderale. Ma la buona notizia è che il virus è sconfitto, sono al terzo tampone negativo, anche se molto indebolita. Vogliatemi bene perché qui, i metodi sono a dir poco sbrigativi e ti senti più abbandonato che mai, e non mi dilungo, anche se so cosa succede nel mondo,voglio uscire!»

venerdì 12 gennaio 2018

La donna più pelosa al mondo si sposa e si depila per il matrimonio

Era il 2010 e Supatra Sasuphan era una bambina di appena dieci anni quando a Roma, durante la puntata dello 'Show dei Record' su Canale 5, si aggiudicò il titolo ufficiale di 'donna più pelosa del mondo'. Oggi, che di anni ne ha quasi 18, la giovane thailandese è pronta a sposarsi e, per il matrimonio, ha deciso di depilare il viso.
Supatra, per gli amici e i parenti 'Nat', soffre della sindrome di Ambras, più nota come 'sindrome del lupo mannaro', una forma più rara ed aggressiva di ipertricosi, che rende l'intero corpo villoso anche nelle donne e colpisce in maniera particolare il volto. Questo non le ha impedito di dire di sì ad un coetaneo, suo fidanzato da qualche anno: «Lui è al tempo stesso il mio primo amore e l'amore della mia vita».
Nel 2010, dopo aver ricevuto il titolo mondiale dal Guinness World Records, aveva detto di vivere una vita normale: «Non mi sento diversa dagli altri e ho un sacco di amici a scuola». Questo le ha permesso anche di vivere una storia d'amore che sta per culminare in maniera trionfale: la coppia ha diffuso nuove foto, con la depilazione completa del viso in vista del matrimonio.

giovedì 11 gennaio 2018

Michelle e Wanda: stessa spiaggia, stesso…

Michelle Hunziker e Wanda Nara forse non si conoscono ma hanno molto in comune. Stessa spiaggia, stesso mare e anche stesso costume!
La bionda svizzera confermata al timone di Sanremo è appena tornata dalle vacanze. Insieme alla famiglia Michelle Hunziker ha trascorso qualche giorno di relax alle Maldive.
La bionda argentina insieme al marito ha scelto proprio le stesse spiagge per trascorrere il periodo di vacanza pre-campionato. Per Wanda Nara ogni occasione è buona per sfoggiare la sua lussuosa vita, outfit e piscina privata inclusi.
E come si scopre dai loro profili Instagram, Michelle Hunziker e Wanda Nara hanno portato in valigia lo stesso costume: il modello Nina di Bikini Lovers sui toni del blu. Chi lo indossa meglio?

venerdì 1 dicembre 2017

"Ecco come l'ansia può rovinarti la vita", il post di una 23enne su Facebook diventa virale

L'ansia è spesso sottovalutato come stato d'animo, ma in alcune persone arriva ad essere un problema patologico. Il malessere è spesso insidioso, difficile da individuare e da capire, per questo la 23enne americana Brittany Nichole Morefield, ha deciso di raccontare il suo punto di vista, quello di una donna che ogni giorno combatte contro l'ansia.
La ragazza ha postato su Facebook una foto in cui mostra quanto sia difficile conviverci. «L'ansia è svegliarsi alle 3 di notte mentre si dorme profondamente, perché il tuo cuore batte all'impazzata», racconta sul social network, «L'ansia è stressarsi per cose che potrebbero non accadere mai. È farsi domande sulla propria fede, sul perché il Creatore permette che mi senta in questo modo. L'ansia è chiamare tua sorella 3 ore prima che si svegli per andare al lavoro, nella speranza che ti risponda e permetta alla tua mente di non rimanere sotto attacco».
Il post, diventato virale, vede ritratta la 23enne dentro la doccia, nel tentativo di calmarsi da un attacco di ansia. «L'ansia è il tuo umore che cambia radicalmente nel giro di pochi minuti. [...] L'ansia è piangere, è avere la nausea, è rimanere paralizzata. L'ansia è oscura. È dover inventare scuse su scuse per il tuo comportamento. L'ansia è paura, è preoccupazione».
Moltissimi utenti l'hanno sostenuta e altrettanti si sono rivisti nelle sue parole, ringraziandola per essere stata capace di esprimere quello che provano ma non riescono a comunicare a chi gli sta intorno.

sabato 31 dicembre 2016

Monica Bellucci: “Io, traditrice e tradita, ma anche usata come un trofeo”

«Oggi sono una madre attenta, ma non severa. Le mie figlie stanno crescendo, ma io continuo a vivere la mia vita, di donna».  Monica Bellucci si racconta a 360° in un'intervista al Corriere della Sera. La diva del cinema italiano e internazionale, che vive ormai a Parigi ma continua a sviluppare un forte senso cosmopolita, ha rivelato diversi aspetti della propria vita, professionale e privata. A cominciare dal cinema e dai premi, come quello della légion d'honneur concesso da François Hollande: «Ormai sono francese d'adozione e questo è stato non solo un attestato professionale, ma anche un sincero gesto di stima».
Da anni Monica vive a Parigi e qui sta crescendo le due figlie avute dall'ex marito Vincent Cassel: Deva, di dodici anni, e Léonie, di sei. «Sono una madre attenta ma non severa, sono sempre pronta a discutere con loro pacificamente. Ad esempio ho detto a Deva che era troppo giovane per partire da sola in un viaggio di cui io non sapevo nulla, così come pretendo di conoscere i genitori delle sue amiche che talvolta la ospitano a dormire a casa» - racconta l'attrice italiana - «Con Vincent ormai è una storia remota, il divorzio è già vecchio di tre anni. Ci sono le nostre figlie di mezzo, quindi il rapporto è e deve essere di profondo rispetto. Il tempo passa, ma io continuo a vivere attivamente la mia vita , ma certe cose le tengo per me, è il mio giardino segreto e tale deve rimanere. Anche perché dopo i 50 anni il corpo femminile continua a fiorire, è nel pieno della sua maturità. Non conta l'età, ma l'energia legata all'anima».  Il sesso e l'amore, per Monica Bellucci, non sono facilmente conciliabili: «Spesso l'amore e il desiderio non coincidono. Lo so, perché in vita mia ho tradito, sono stata tradita, usata e ostentata come un trofeo. Gestire cuore e sessualità è un bel dilemma». E mentre la sterminata e sempre più ricca carriera prosegue, la diva cerca sempre di non farsi notare in pubblico e di essere una mamma come tante: «Per le mie figlie cucino io, anche se loro sono le uniche a credere che io sia una buona cuoca. Il mio piatto migliore è il tiramisù, lo faccio con i savoiardi. Vorrei solo che riuscissero a trovare la loro strada, non sarò certo io a scoraggiare le loro aspirazioni e capacità. Sono un po' preoccupata per Parigi, dove viviamo: i francesi dopo gli attentati sono stati bravi a continuare a vivere come se niente fosse, ma abbiamo avuto molta paura. Gli scandali politici in Italia sono bazzecole in confronto a quello che ha vissuto la Francia».